giovedì 19 dicembre 2013

La costruzione dell'identità


L’adolescenza consiste in una fase di sviluppo dell’individuo e anche della famiglia, è legata all’individuazione (il modo in cui l’adolescente si emancipa dalla propria dipendenza psicologica dai genitori. Le sue relazioni devono passare dall’asimmetria tipica dell’infanzia alla interdipendenza simmetrica tipica delle relazioni tra pari, tra adulti) e la differenziazione (che riguarda la famiglia e può muoversi lungo una dimensione da una scarsa a una buona differenziazione, a seconda di come i membri si sanno distanziare l’uno dall’altro). Nella preadolescenza e nella prima adolescenza i genitori accrescono il loro controllo sul figlio. Il suo spazio di vita tende ad ampliarsi. Ma questo può esporlo a maggior pericoli, necessità di accrescere il controllo. Con il tempo impara a dimostrare la propria maturità sia con la propria condotta sia con il saper giustificare le proprie ragioni, i genitori impareranno a tollerare la propria ansia.
Alcuni distinguono vari modi in cui l’adolescente può confrontarsi con essa: “preclusione dell’identità”: può ricercare la propria identità sulla scorta delle aspettative dei genitori, “identità negativa”: il figlio cerca di avere una identità che va contro le attese genitoriali, ma è anche questa una forma di preclusione, “identità diffusa”: sembra non ricercare una vera identità, ha apatia verso i compiti tipici della sua età, “moratoria”: prova diverse identità senza scegliere nessuna. Si ritiene che il raggiungimento dell’acquisizione dell’identità sia l’ultima tappa di un processo faticoso. Importante è l’atteggiamento dei genitori, che hanno un controllo comportamentale (regolare, per esempio, con la proibizione, ciò che l’adolescente può o non può fare) e psicologico (controllare i pensieri e i sentimenti con metodi più sottili-senso di colpa). Il cambiamento della scuola (da primaria a secondaria) significa perdere i suoi compagni e inserirsi in un altro gruppo e in un contesto scolare con nuove richieste sul piano cognitivo, diventa critica quando si somma ad altri eventi specifici, come ad esempio il divorzio dei genitori o la maturazione puberale, poiché ha bisogno di mantenere punti di riferimento.

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