venerdì 25 ottobre 2013

La dissonanza "risolta" dei fumatori!


Quando ci troviamo coinvolti in una situazione di fronte alla quale dobbiamo prendere posizione, possiamo scegliere di comportarci tenendo conto delle nostre idee e pensieri oppure anche di ignorarli comportandoci in modi del tutto contrari alle nostre opinioni e credenze, e, per evitare quella che in gergo psicologico si chiama "dissonanza cognitiva", scegliamo anche di modificare le nostre idee e credenze, per adeguarle alla scelta compiuta. Strano, ma vero!
Come? Un classico esempio è quello del fumatore. 
Le persone sanno che fumare è nocivo, ma ciò nonostante continuano a fumare. Nel campo della psicologia descriviamo così il tentativo del fumatore per ridurre la dissonanza tra le informazioni in suo possesso e la sua condotta: egli può convincersi che gli piace tanto fumare da valerne la pena, che le probabilità di un danno alla salute non sono come serie come alcuni pretendono, che egli non può sempre evitare ogni contingenza pericolosa e pur tuttavia vivere, che se smettesse di fumare, ingrasserebbe con conseguenze altrettanto nocive per la sua salute. 
Ne risulta che il continuare a fumare è, dopo tutto, in accordo con le sue idee circa il fumo: la dissonanza è stata pertanto ridotta o annullata.


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