sabato 22 febbraio 2014

Il partner perfetto? Voglio essere esattamente come tu mi vuoi?


Uno dei disagi maggiormente discussi nelle terapie sia individuali che nelle terapie di coppia è la tendenza ad accontentarsi e ad adattarsi nelle relazioni amorose. Durante il primo periodo, definito di eccitazione ed euforia, tendiamo a ritenere il nostro partner perfetto, non vediamo i suoi difetti ma ne apprezziamo ogni qualità. Tuttavia con il continuare della relazione e della intimità in certi momenti ci troviamo come se fossimo stupiti da alcune sue  azioni, o caratteristiche senza vederle più come quelle qualità che apprezzavamo. Il nostro partner non è più così perfetto come lo pensavamo e qualche suo gesto ci fa addirittura innervosire, comincia a non rientrare più nei nostri canoni della perfezione. Tuttavia, per un processo denominato “coerenza cognitiva”, siamo spinti a ignorare questi lati stonati con l’idea che ci siamo fatti, dando al contrario importanza ad aspetti che confermano la “bontà” della nostra scelta. E man a mano che passano i giorni, siamo portati dal partner a sopportare, ad adattarci a certe situazioni che prese singolarmente non provocano grandi sacrifici, ma nel lungo periodo, portano a trasformarsi, a diventare “come il partner ci vuole”, accontentandosi dei rari momenti in cui è contento e ci gratifica. E noi quasi ci scordiamo dei nostri desideri, delle nostre piccole esigenze anteponendo quelle del partner. Ed è in questo preciso frangente che è fondamentale che qualcuno ci aiuti a vedere la nostra storia con occhi esterni, evitando di farsi troppo assorbire e ridandoci la prospettiva dall’esterno, e portandoci a capire dove la storia sta portando.
Tale meccanismo tuttavia è molto lento e moltissime volte non riusciamo a renderci conto dell’importanza di questi cambiamenti e della portata che essi hanno si di noi e sulle nostre passioni, sul comportamento, sui nostri gusti. Inizia un accontentarsi piano piano di una cosa, poi di un’altra, un trasformarsi per compiacere il partner. E a volte iniziamo a credere che simili situazioni siano la norma, che a noi piaccia veramente quello che piace al partner, e che “avevamo sempre pensato di detestare”, che forse le cose di cui noi eravamo così sicure “in realtà si possono vedere anche in altri modi, e che forse aveva ragione lui”.
È per questo molto importante imparare a riconoscere subito questi segnali e impostare la storia in maniera più autentica.
Quando ci sentiamo sopraffatti dal partner, i nostri desideri vengono ignorati, veniamo convinti che non sono poi così importanti, ci accorgiamo che non frequentiamo più i nostri posti, i nostri amici come vorremmo, ma invece vediamo spesso quelli del nostro partner (anche se non tutti ci stanno simpatici!), fino al punto in cui sentiamo un respiro di sollievo quando il nostro partner non c’è e siamo liberi di fare quello che veramente ci interessa. Questo è un importante segno che possiamo notare prima che sia troppo tardi..è importante parlarne con il nostro partner e confidargli che in realtà noi non siamo quelle che lui ha “disegnato”, ma persone autentiche, con una nostra personalità e diversità da lui, che non è necessariamente un lato negativo, ma un punto di forza per arricchirsi reciprocamente.  Se il nostro partner ci ama, saprà apprezzare questa nostra autenticità e ci darà spazio per conoscere e seguire anche le nostre passioni. Perché spesso la responsabilità della situazione  in cui siamo non è soltanto del partner, è soprattutto nostra perché in preda a una grande insicurezza, nello sforzo di accontentarlo per compiacerlo e legarlo a noi, abbiamo scelto di accontentarlo in tutto e mostrarci per quelle che non siamo. Ma forse il nostro partner sarebbe felice di conoscerci per quello che siamo!



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