mercoledì 13 novembre 2013

La paura del nuovo e il bisogno di programmare sempre tutto

L'amore è un difetto meraviglioso
Graeme Simsion  
Forse avevo trovato una soluzione al Problema Moglie. A ripensarci adesso, come è accaduto per tante scoperte scientifiche sensazionali, la risposta era ovvia. Ma se non fosse stato per una serie di eventi imprevisti, è altamente improbabile che l’avrei trovata. La sequenza di accadimenti ha avuto inizio quando Gene ha insistito perché il martedì seguente, alla sera, io tenessi una conferenza sulla sindrome di Asperger che, in precedenza, si era impegnato a fare lui. La tempistica era davvero fastidiosa. La preparazione della conferenza poteva anche avvenire durante la fruizione del pranzo, ma per la sera in questione avevo programmato di dedicare novantaquattro minuti alla pulizia del bagno. Mi trovavo davanti a tre soluzioni possibili, nessuna delle quali soddisfacente. 
1.       Pulire il bagno dopo la conferenza. Risultato: perdita di novantaquattro minuti di sonno, con conseguente riduzione delle performance fisiche e mentali. 
2.       Riprogrammare la pulizia del bagno al martedì successivo. Risultato: un periodo di otto giorni di scarsa igiene dal bagno, con conseguente rischio di contrarre patologie. 
3.       Rifiutare di sostituirlo per la conferenza. Risultato: un danno alla mia amicizia con Gene.

L'amore è un difetto meraviglioso, Graeme Simsion

Anche se in questo libro il protagonista ha una forte personalità, molto ben definita e estremizzata, sono molte le persone che hanno bisogno di avere il controllo su tutto, e che sentono la impellente necessità di programmare ogni attività della giornata: ogni contrattempo, ogni piccolissimo imprevisto causano in esse forte ansia e sensazione di non riuscire a fare più niente. Diventano nervose, irrequiete e anche le persone a loro vicine notano questa difficoltà.
Una delle caratteristiche è quella di dire sempre di no a tutte le cose che ci vengono proposte, anche le piccole proposte che vengono dalla normale quotidianità..magari senza nemmeno sapere di cosa si parla, si ha paura di tutto ciò che è nuovo: anche il più piccolo cambio di programma ci infastidisce e cerchiamo di evitarlo; è una forma di ansia legata al timore dei cambiamenti che spesso interferisce con la nostre relazioni, facendo indispettire chi ci propone qualcosa di nuovo: un viaggio, una gita, una passeggiata...basta che sia fuori da quello che noi abbiamo programmato che ci crea disagio. È un’avversione “a priori”, che scatta in automatico senza aver ascoltato il contenuto. 
Questo atteggiamento può creare disagio in noi e nelle persone che ci sono vicine: le paure ci tolgono occasioni di rinnovamento, di scoperta. Ma la cosa più "buffa" e anche fastidiosa per le persone a noi vicine, che ci propongono i "fuori programma", è che  quando ci lasciamo convincere, seppur a fatica, ad accettare il fuori programma, poi non ci vogliamo più rinunciare perché lo troviamo divertente.

Come fare per "guarire" da questa brutta abitudine e non venire fagocitati dall'ansia?

Quando arriva un fuori programma, invece di rispondere dicendo subito di no, forziamoci ad aspettare. Proviamo a pensare a tutti i ragionamenti oppositivi, e alle conseguenze anche positive che potremmo avere dal mettere in atto il comportamento proposto.
In genere chi ha l’ ansia del fuori programma è anche metodico nella vita e fa sempre le stesse cose. Sarebbe utile invece che trovassimo comportamenti nuovi, che seguissimo le idee di "fuori programma" che provengono da noi.



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